La
fotografia non racconta delle storie, le contiene, ma non ce le racconta.
La letteratura, il cinema, il teatro, il fumetto raccontano delle storie, narrano.
Anche le foto più famose, quelle che sono divenute vere e proprie icone, emblemi di un’epoca, di un momento storico, di un avvenimento, non ci raccontano le storie di cui sono emblemi. Anzi, se non fosse per le didascalie, spesso saremmo appena in grado di localizzarle e determinare il periodo in cui sono state scattate.
Ma la fotografia (alcune fotografie), attraverso la sua immediatezza e la sua concretezza, ha la capacità di evocarle le storie, di far partire dentro di noi una narrazione, una narrazione diversa dentro ognuno di noi. Come certa musica è capace di trasportarci in luoghi e tempi diversi.
Le fotografie che presento in questa raccolta sono il frutto di fortuiti incontri per le strade. Non mi propongo di raccontare le storie delle persone ritratte, anche perché queste storie non le conosco neanch’io.
Ho ricercato quelle immagini capaci di far partire in me una narrazione, di evocarmi una storia, augurandomi che sia lo stesso per chi le guarda. Ma le storie che saranno capaci di evocare, le narrazioni che riusciranno a far partire saranno diverse per ognuno di noi. |
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Lo sgomento, la potenza della vita di ogni giorno. È una cosa che non si potrebbe inventare nemmeno con una serie di computer in una stanza a prova di polvere. [...]
Lo sgomento di vite diverse dalla propria. Felici, sane, solitarie, distrutte. [...] Vite dure e insolite anche quando sono ordinarie.
Don DeLillo, Underworld |